Nel cuore del Carso sloveno, non lontano da Postumia, il Castello di Predjama è incastonato nella parete rocciosa di una grande cavità naturale. La sua posizione, difficilmente accessibile e collegata al mondo sotterraneo carsico, ne fece per secoli una fortificazione particolarmente adatta alla difesa.

Il castello è documentato almeno dal 1274, quando compare con il nome tedesco Luegg. Nel XV secolo fu legato alla famiglia nobiliare dei Lueger, o Predjamski, e proprio a questa famiglia apparteneva Erazem Lueger, conosciuto nella tradizione slovena come Erazem Predjamski. Le fonti biografiche lo collocano approssimativamente tra il 1420 e il 1484, anche se alcuni studi riportano una data di nascita più tarda.

Erazem Predjamski: Un nobile al servizio dell'imperatore

La vicenda storica di Erazem è più articolata di quella tramandata dalle numerose leggende nate intorno al castello.

In gioventù Erazem ebbe rapporti con la corte dell'imperatore Federico III d'Asburgo e compare nelle fonti documentarie a partire dal 1478. Per un certo periodo ricoprì anche incarichi al servizio dell'autorità imperiale.

Successivamente, però, la sua posizione politica cambiò. Erazem si avvicinò al re d'Ungheria Mattia Corvino, avversario di Federico III. Le ragioni precise di questo cambiamento non sono completamente chiarite.

Una tradizione molto diffusa racconta che tutto ebbe origine dall'uccisione del maresciallo imperiale Pappenheim, che avrebbe insultato la memoria di Andrej Baumkircher, amico di Erazem. Questa versione è però considerata dalla storiografia slovena una vicenda non sufficientemente documentata, in pratica una ricostruzione folkloristica. La Slovenska biografija sottolinea infatti che il racconto tramandato da Janez Vajkard Valvasor non è storicamente provato.

Ciò che appare molto più solido è il successivo schieramento di Erazem dalla parte di Mattia Corvino e la sua attività contro gli interessi imperiali.

Il cavaliere ribelle

Dopo la rottura con Federico III, Erazem utilizzò Predjama come base sicura. Le fonti biografiche slovene lo descrivono come un nobile divenuto predone e razziatore, responsabile di incursioni nelle terre imperiali e di attacchi ai convogli commerciali che attraversavano il Carso diretti verso Trieste e i porti dell'Istria.

È probabilmente da questa attività che nasce una parte della successiva trasformazione di Erazem in un personaggio quasi eroico della tradizione popolare slovena.

Nel folklore sloveno assunse infatti caratteristiche simili a quelle di un Robin Hood locale. Questa immagine popolare, ovviamente, non deve essere confusa con il profilo storico del nobile e guerriero coinvolto nei conflitti politici dell'epoca. èAmmetto però che anche le fonti istituzionali slovene, oggi, utilizzano il paragone con Robin Hood nel presentare la leggenda di Erazem.

L'assedio di Predjama

Nel 1483, dopo le continue incursioni attribuite a Erazem, l'imperatore ordinò al capitano di Trieste Gašper Ravbar di catturarlo, vivo o morto.

Ravbar circondò quindi il Castello di Predjama. La posizione della fortificazione rendeva però estremamente difficile un attacco diretto: il castello era protetto dalla parete rocciosa e dalla grande cavità carsica nella quale era inserito.

L'assedio si protrasse per molti mesi, arrivando fino al 1484. Secondo la tradizione, gli assedianti tentarono di costringere gli occupanti alla resa attraverso la fame.

Ma qui entra in scena uno degli elementi più affascinanti della storia di Predjama: il sottosuolo.

La cavità sotto il castello è reale e comprende un articolato sistema di grotte. Il collegamento con l'esterno costituiva un vantaggio strategico e, secondo la tradizione, avrebbe consentito agli uomini di Erazem di procurarsi rifornimenti durante l'assedio. La stessa promozione ufficiale del castello conserva questa versione, parlando di passaggi nascosti utilizzati durante la resistenza.

Alcuni racconti medievali e successivi arrivano a descrivere episodi quasi provocatori: gli assediati avrebbero fatto arrivare agli uomini di Ravbar cibo fresco, dimostrando così di non essere affatto allo stremo.

Sono proprio questi episodi ad aver contribuito alla trasformazione dell'assedio storico in una delle grandi leggende del castello.

La resistenza terminò nel 1484.

Secondo la tradizione, gli assedianti riuscirono a ottenere l'aiuto di uno degli uomini presenti all'interno della fortezza. Il traditore avrebbe rivelato agli uomini di Ravbar le abitudini di Erazem e il momento nel quale si trovava in una parte particolarmente esposta del castello.

Da questo punto in avanti, però, la storia entra apertamente nel territorio della leggenda.

Il racconto più famoso sostiene che Erazem fosse solito utilizzare una latrina esterna, collocata in una posizione vulnerabile. Il servo avrebbe dato un segnale agli assedianti e un colpo di cannone avrebbe raggiunto il cavaliere proprio mentre si trovava lì.

È una delle storie più celebri associate a Predjama, ma non dovrebbe essere presentata come un fatto storico definitivamente accertato. Anche il sito ufficiale del Castello di Predjama definisce infatti la vicenda della morte come parte della leggenda di Erazem.

La vera morte di Erazem

Il dato storico essenziale è dunque più semplice: Erazem morì nel 1484, durante l'assedio di Predjama.

Le fonti storiche slovene concordano sul fatto che fu ucciso all'interno del castello da un colpo d'artiglieria, ma i particolari della morte sono stati successivamente arricchiti dalla tradizione. La versione della cannonata nella latrina è diventata quella più conosciuta e oggi costituisce uno degli episodi caratteristici della leggenda di Predjama.

Dopo la sua morte, il castello passò sotto il controllo degli avversari di Erazem e la fortezza medievale venne successivamente distrutta. In seguito fu costruito un nuovo castello, quello che in gran parte vediamo ancora oggi.

Dietro il personaggio leggendario del cavaliere ribelle, del signore imprendibile e dell'uomo capace di beffare per mesi un esercito, esiste una figura storica reale: un nobile del XV secolo coinvolto nelle lotte tra gli Asburgo e il regno di Mattia Corvino, che si trasformò in un avversario dell'autorità imperiale e trovò nel Castello di Predjama una straordinaria posizione difensiva.

MARIO CONTINO