Il 22 novembre 1963, mentre la limousine presidenziale attraversava la Dealey Plaza di Dallas, il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy venne colpito a morte. L’evento, uno dei più enigmatici della storia contemporanea, fu immortalato da numerosi fotografi e cineoperatori presenti sul posto.

Tra le immagini analizzate migliaia di volte da investigatori, storici e appassionati, compare una figura che ha suscitato particolare interesse: una donna ribattezzata dai ricercatori Babushka Lady.

Il soprannome deriva dal foulard che indossa, simile ai tradizionali copricapi delle donne anziane russe (“babushka” significa “nonna”). La Babushka Lady appare in diversi filmati dell’epoca: si trovava molto vicino al percorso presidenziale al momento degli spari e impugnava una fotocamera o cinepresa puntata verso la limousine.

Ciò che colpisce maggiormente è il suo comportamento: mentre la folla si riparava o si gettava a terra nel panico, la donna continuò a filmare con calma, senza mai abbassarsi. Dopo gli spari si allontanò lentamente verso il lato est di Elm Street, scomparendo tra la gente e lasciando dietro di sé un enigma che dura ancora oggi.

Nonostante le indagini condotte dai migliori investigatori dell’epoca, la Babushka Lady non fu mai identificata.

Nel 1970 una donna di nome Beverly Oliver dichiarò pubblicamente di essere lei. Raccontò di aver ripreso l’assassinio con una cinepresa e di aver consegnato la pellicola a due uomini che si presentarono come agenti federali. Secondo la sua versione, il filmato non le fu mai restituito. Tuttavia, la sua testimonianza non venne ritenuta credibile: la cinepresa da lei descritta non esisteva nel 1963 e la sua età (circa 17 anni) non corrispondeva all’aspetto della donna visibile nei filmati.

Le analisi successive, condotte sia dalle autorità sia da appassionati e studiosi, non hanno mai chiarito la sua identità. Il comitato d’inchiesta istituito negli anni ’70 (House Select Committee on Assassinations) non riuscì a rintracciare alcuna pellicola riconducibile a lei, né prove concrete sul suo ruolo.

Forse la Babushka Lady era una semplice spettatrice, forse una testimone più attenta di quanto sembri. O forse, come accade talvolta nella storia, fu una persona che non volle o non poté raccontare ciò che aveva visto, fatta sparire da chi temeva la sua testimonianza. Alcuni hanno persino ipotizzato che potesse trattarsi di una spia russa: il foulard tradizionale, il sangue freddo dimostrato durante gli spari e il contesto della Guerra Fredda hanno alimentato sospetti di un possibile legame con l’URSS. Tuttavia, nessuna prova concreta ha mai confermato questa teoria, che rimane confinata nel territorio delle congetture e delle teorie del complotto.

Finché non verrà identificata, o finché non emergerà una pellicola attribuibile a lei, la Babushka Lady resterà una delle figure più misteriose nella lunga e complessa vicenda dell’assassinio di John F. Kennedy: una presenza silenziosa che osserva da pochi metri uno degli eventi più drammatici del Novecento, per poi svanire senza lasciare traccia.

Mario Contino