La spiritualità può rappresentare per molte persone una ricerca personale, un modo per interrogarsi sul significato dell'esistenza o per affrontare momenti difficili. Il problema nasce quando qualcuno trasforma questa ricerca in uno strumento di potere, facendo leva sulla paura, sulla fragilità o sul bisogno di risposte.

La recente cronaca della Val di Susa riporta l'attenzione su un fenomeno che non appartiene soltanto al passato o a realtà apparentemente lontane: quello delle sette, dei falsi guru, dei sedicenti guaritori, dei falsi medium e, più in generale, di chi utilizza il linguaggio dell'occulto e della spiritualità per manipolare altre persone.

Che cos'è una setta?

Il termine "setta" viene utilizzato comunemente per indicare gruppi caratterizzati da una forte influenza esercitata sui propri membri. In ambito psicologico e criminologico si parla anche di gruppi ad alta influenza o ad alto controllo, nei quali può svilupparsi una progressiva perdita di autonomia e capacità decisionale.

Non è quindi la semplice presenza di credenze spirituali, religiose, esoteriche o alternative a definire una situazione di questo tipo. Un gruppo può avere idee molto particolari senza per questo essere una realtà abusante.

Il campanello d'allarme arriva quando la libertà individuale comincia a essere sostituita dall'obbedienza.

Un leader pretende di essere l'unico depositario della verità, scoraggia il confronto con l'esterno, controlla le relazioni personali, pretende denaro o prestazioni, attribuisce ogni problema alla presunta negatività della persona oppure sostiene di possedere poteri speciali indispensabili per la sua salvezza.

Gli studi sui gruppi psicologicamente abusivi descrivono proprio fenomeni di coercizione relazionale, dipendenza, abuso psicologico e progressiva delega del giudizio personale al gruppo o al suo leader.

La cronaca della Val di Susa

Un caso recente (ottobre 2026) mostra quanto questo meccanismo possa diventare pericoloso.

Il 1° ottobre 2026 i Carabinieri hanno comunicato l'arresto, nell'ambito dell'operazione "Asmodeo", di un uomo indicato come "Maestro" di una presunta setta spirituale nella zona di Almese, in Valle di Susa. Secondo gli investigatori, dietro corsi di yoga, meditazione e arti marziali sarebbe stato costruito un sistema di assoggettamento psicologico che avrebbe coinvolto persone considerate vulnerabili. Agli aderenti sarebbero state proposte anche terapie sciamaniche e rituali presentati come capaci di alleviare o guarire sofferenze.

Secondo quanto riportato da ANSA il 3 ottobre, le carte dell'inchiesta descrivono anche una situazione particolarmente complessa: tre persone indagate a piede libero vengono considerate, secondo le ipotesi investigative, sia collaboratori del presunto guru sia persone a loro volta condizionate dalla sua influenza.

Le testimonianze e gli atti citati da ANSA parlano di paura, sensi di colpa e di una forte soggezione nei confronti del "Maestro". In un caso, sarebbero state attribuite a una persona responsabilità legate a presunte vite precedenti e al proprio "karma"; in altri casi vengono descritte forme di obbedienza e di subordinazione molto pesanti.

È fondamentale ricordare che si tratta di un'inchiesta giudiziaria e che le responsabilità penali dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Ma, al di là dell'esito processuale, la vicenda offre un'occasione per riflettere sui meccanismi attraverso i quali una persona può perdere progressivamente la propria autonomia.

Ed è proprio questo l'aspetto più insidioso.

Quando la spiritualità diventa uno strumento di controllo

Un falso guru non deve necessariamente presentarsi come una persona stravagante, vestita in modo particolare o circondata da simboli misteriosi.
Può essere una persona apparentemente normale, preparata a comunicare, capace di parlare in maniera persuasiva e persino di mostrare una grande disponibilità nei confronti degli altri.
Può presentarsi come:

  • maestro spirituale,
  • guaritore,
  • medium,
  • sensitivo,
  • sciamano,
  • terapeuta energetico,
  • esperto di reincarnazione,
  • conoscitore di antiche discipline.

Il problema non è il titolo che utilizza. Il problema è ciò che pretende in cambio della propria autorità.

Una persona che sostiene di possedere capacità paranormali non sta necessariamente commettendo un reato. Allo stesso modo, avere una particolare concezione della spiritualità non significa automaticamente appartenere a una setta.

I segnali diventano invece preoccupanti quando le affermazioni spirituali vengono utilizzate per limitare la libertà di una persona.

Ci sono alcuni comportamenti che dovrebbero far scattare un campanello d'allarme.

Il primo è la pretesa di essere l'unico a possedere la verità. Se un guru afferma che soltanto lui può comprendere ciò che sta accadendo nella tua vita e che tutti gli altri sono incapaci, ignoranti o pericolosi, è opportuno mantenere una distanza di sicurezza.

Un altro segnale è l'isolamento. Familiari, amici, medici, psicologi o persone esterne al gruppo possono essere descritti come nemici, negativi, "non evoluti" o incapaci di comprendere il percorso spirituale.

Poi c'è la paura, la vera arma di ogni criminale mascherato da santone.

  • "Se te ne vai succederà qualcosa."
  • "Se interrompi il percorso perderai la protezione."
  • "Il tuo karma peggiorerà."
  • "Se non fai questo rituale, qualcuno che ami potrebbe stare male."
  • "Dio ti condannerà all'inferno".

Sono frasi che possono trasformare una convinzione spirituale in uno strumento di ricatto psicologico.

Anche il denaro rappresenta un importante campanello d'allarme. Una cosa è pagare normalmente una prestazione o partecipare a un corso. Altra cosa è essere spinti a versare continuamente denaro per eliminare maledizioni, blocchi energetici, entità, malocchi o presunti problemi derivanti da vite precedenti.

Questi criminali vanno fermati, vanno smascherati e denunciati sempre.

Il dubbio deve valere per tutti

La prima difesa è conservare la capacità di dubitare. Chiunque, anche una persona molto carismatica o considerata autorevole, deve poter essere messo in discussione. Non bisogna consegnare a nessuno il controllo delle proprie decisioni, del proprio denaro, delle proprie relazioni o della propria salute.

Davanti a presunti poteri paranormali è giusto chiedere prove, verificare le informazioni e confrontarsi con fonti diverse. Una persona realmente competente non dovrebbe avere paura delle domande, del confronto o di chi esprime un dubbio.

Ma questo principio, a mio avviso, deve valere per tutti. Anche quando parliamo di scienza.

La scienza non dovrebbe mai trasformarsi in una nuova forma di dogma. Eppure, anche all'interno del mondo scientifico possono esistere ambienti nei quali interessi economici, politici o di altro genere finiscono per condizionare il dibattito. Quando qualcuno pretende di possedere una verità definitiva, considera il dubbio un problema, rifiuta il confronto e cerca di mettere a tacere chi pone domande, siamo davanti a un atteggiamento che contraddice lo spirito stesso della ricerca scientifica.

Uno scienziato non dovrebbe chiedere di essere creduto sulla parola. Dovrebbe mettere a disposizione dati, metodo e risultati, permettendo ad altri di verificarli, discuterli e, se necessario, anche contestarli.

Per questo non credo che il problema riguardi soltanto i falsi guru, i sedicenti medium o i guaritori. Il vero problema nasce ogni volta che l'autorità diventa intoccabile e il dubbio viene considerato una colpa.

La differenza è sostanziale: una teoria scientifica può essere discussa, verificata e modificata alla luce di nuove evidenze. Un dogma, invece, pretende di non essere messo in discussione.

Quando uscire diventa difficile

Uscire da un gruppo fortemente condizionante può essere molto più difficile di quanto possa sembrare dall'esterno. Una persona manipolata può arrivare a considerare quel gruppo la propria famiglia, il proprio unico punto di riferimento o l'unico luogo nel quale sentirsi compresa.

Per questo, se un familiare o un amico sembra coinvolto in una realtà di questo tipo, non sempre serve aggredirlo verbalmente o insultare il gruppo. Spesso è più utile mantenere aperto il rapporto, ascoltare e lasciare alla persona uno spazio nel quale possa continuare a ragionare e a porsi domande.

Se sono presenti minacce, violenze, abusi sessuali, coercizione, sfruttamento, truffe o altre possibili condotte criminali, non bisogna affrontare personalmente il presunto leader. In questi casi è necessario rivolgersi alle autorità competenti e, se c'è un pericolo immediato, chiamare il 112.

Il mistero non deve diventare uno strumento di inganno

Da anni mi occupo di folklore, misteri e tradizioni legate al mondo dell'occulto. Raccontare queste storie, studiarle e cercare di comprenderle fa parte del mio percorso, ma questo non significa chiudere gli occhi davanti a chi sfrutta la credulità e le debolezze altrui per il proprio tornaconto.

Anzi, credo che chi si occupa di questi argomenti abbia anche la responsabilità di informare e mettere in guardia le persone. È quello che cerco di fare attraverso i miei libri, i miei articoli e ogni altro mezzo di comunicazione a mia disposizione, denunciando i comportamenti di falsi guru, sedicenti medium e personaggi che utilizzano il mistero e la spiritualità per manipolare gli altri.

Il mio interesse per questi temi non mi impedisce di essere critico, né mi porta ad accettare qualsiasi affermazione senza pormi delle domande. Si può essere affascinati dal mistero senza rinunciare al buon senso, così come si può rispettare la libertà di credere senza giustificare chi se ne approfitta.

Perché una cosa è cercare risposte ai grandi interrogativi dell'esistenza, un'altra è approfittare di chi quelle risposte le sta cercando.

MARIO CONTINO