Demoni, Jinn e Dybbuk: il fenomeno della possessione nel mondo

La possessione è una condizione psicofisica in cui una persona, secondo alcune tradizioni religiose, viene considerata controllata da un'entità soprannaturale, che può essere un demone, un angelo, un dio, un'entità disincarnata o un altro essere spiritico. La persona in questione viene quindi definita indiavolata, indemoniata o posseduta. Nell'ambito religioso, la possessione ritenuta autentica viene affrontata mediante la pratica dell'esorcismo. Bisogna però considerare che molti presunti casi di possessione possono essere ricondotti a disturbi psichiatrici, come la schizofrenia e alcune forme di psicosi, oppure a patologie quali la sindrome di Tourette. Con quest'ultima precisazione non intendo affermare l'inesistenza del fenomeno della possessione, ma evidenziare che questi casi sono percentualmente minori di ciò che comunemente si possa credere.

Possessione o ossessione?

Diversa dalla possessione è l'ossessione diabolica, che comporta un'influenza esterna da parte di potenze soprannaturali sugli esseri umani. Questo significa che tali entità spiritiche potrebbero influenzare il comportamento umano indirettamente, senza però prenderne il controllo. L'ossessione diabolica si manifesta attraverso pensieri intrusivi, impulsi e tentazioni che possono distorcere la percezione della realtà e influenzare le azioni delle persone colpite. In molte tradizioni religiose, si ritiene che la preghiera, la meditazione e la guida spirituale possano aiutare a resistere a queste influenze negative e a rafforzare la protezione divina.

Possessione Diabolica

Nel cristianesimo, la possessione viene generalmente attribuita a un diavolo o a un demone, e viene definita possessione diabolica o demoniaca. Il fenomeno affonda le sue radici nei testi sacri, con diversi episodi del Nuovo Testamento che riportano interventi di Gesù Cristo per liberare gli indemoniati, come quello di Giuda Iscariota, nel quale Satana sarebbe entrato nel suo corpo dopo che Gesù gli porse un boccone: "Allora, dopo quel boccone, Satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: 'Quello che devi fare, fallo presto'" (Giovanni 13:27).
Inoltre, ci sono numerosi miracoli compiuti da Gesù per liberare persone possedute da spiriti maligni, come riportato nei Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Ad esempio, nel Vangelo di Marco: "E uscì uno spirito immondo da un uomo, gridando: 'Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio'" (Marco 1:24).
In Matteo, si narra di un altro miracolo: "Quando fu giunto dall'altra riva, nel paese dei Gadareni, due indemoniati, usciti dai sepolcri, gli vennero incontro: erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. E cominciarono a gridare: 'Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?'" (Matteo 8:28-29).
Un esempio nel Vangelo di Luca: "E una donna che aveva uno spirito infermo da diciotto anni, ed era curva e non poteva in alcun modo raddrizzarsi" (Luca 13:11).
Nella Chiesa cattolica, alcuni segni sono considerati indicativi di una possessione demoniaca:

  • una forte avversione al sacro,
  • una forza fisica superiore alla norma,
  • la capacità di parlare lingue sconosciute
  • la previsione di eventi futuri.

Tuttavia, per ritenere autentica una possessione, devono coesistere più sintomi. Secondo la dottrina cattolica, la possessione potrebbe derivare dall'occultismo e sarebbe favorita da ferite emotive e da una vita spirituale disordinata. Secondo gli esorcisti il diavolo potrebbe intromettersi nella vita del cristiano per allontanarlo da Dio, qualora questo si trovi in uno stato di peccato, oppure se affetto da una maledizione lanciata tramite l'intercessione di potenze demoniache.
Alcune chiese protestanti riconoscono la possessione e praticano l'esorcismo, sebbene in modo meno formale rispetto alla Chiesa cattolica; la preghiera viene utilizzata per discernere se il problema sia di natura psicologica o spirituale. Nella tradizione ortodossa, ogni manifestazione negativa viene interpretata come un'azione del demonio, e la preghiera è considerata essenziale per la liberazione della persona.

Possessione nell'Islam

Anche nella religione islamica la possessione di spiriti maligni o di Satana è una credenza diffusa, menzionata in diversi versetti del Corano. I musulmani sono invitati a cercare rifugio in Allah per proteggersi dal diavolo, il cui scopo è quello di indurre in errore l'umanità. Il Corano sottolinea l'importanza di cercare la protezione divina, come si legge in Sura Al-Falaq (113:1-5) e in Sura An-Nas (114:1-6).
Sura Al-Falaq (113:1-5):
1. Di': "Io cerco rifugio nel Signore dell'alba nascente,
2. dal male delle cose che ha creato,
3. dal male dell'oscurità quando si fa profonda,
4. dal male di chi soffia sui nodi,
5. dal male dell'invidioso quando invidia".
Sura An-Nas (114:1-6):
1. Di': "Io cerco rifugio nel Signore degli uomini,
2. il Re degli uomini,
3. il Dio degli uomini,
4. dal male del sussurratore che si nasconde,
5. che sussurra nei petti degli uomini,
6. tra i jinn e tra gli uomini".
Secondo la credenza islamica, i Jinn sono esseri intelligenti, creati dal fuoco, dotati di libero arbitrio, e possono possedere un essere umano per malignità, desiderio o vendetta. Si dice che i Jinn, proprio come gli esseri umani, siano responsabili delle loro azioni e abbiano la capacità di scegliere tra il bene e il male, quindi sono differenti dai demoni cristiani che sarebbero totalmente votati al male. La possessione può avvenire quando un Jinn decide di vendicarsi o di tormentare un individuo per qualche offesa percepita. Alcuni studiosi islamici sostengono che la possessione possa avvenire anche involontariamente, se i Jinn si sentono offesi o attaccati.
Il Profeta Maometto ha spesso avvertito i suoi seguaci dei pericoli rappresentati dai Jinn e ha consigliato vari metodi per proteggersi da loro, inclusa la recitazione di specifiche preghiere e versetti del Corano. Ad esempio, Sura Al-Baqarah (2:255), conosciuta come Ayat al-Kursi, è spesso recitata come protezione contro i Jinn e le influenze maligne:
Sura Al-Baqarah (2:255)
"Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto. Non lo prendono mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi mai potrà intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro, mentre loro non comprendono nulla della Sua scienza, se non quanto Egli voglia. Il Suo Trono abbraccia i cieli e la terra, e a Lui non costa fatica custodirli. Egli è l'Altissimo, l'Immenso"
In Sura Al-Jinn (72:6), si fa riferimento alla coesistenza di esseri umani e Jinn e ai potenziali conflitti che possono sorgere:
Sura Al-Jinn (72:6)
"E c'erano uomini tra i mortali che cercavano rifugio presso uomini tra i jinn, ma questi accrebbero la loro dannazione".

Possessioni nel mondo

In altre religioni, la possessione assume significati differenti.
Nell'Induismo, si crede che le divinità possano entrare nei corpi degli esseri viventi, rendendoli santi e degni di venerazione. Tuttavia, se lo spirito rifiuta di andarsene, può essere necessario l'intervento di un esorcista. Nello Shintoismo, alcuni spiriti come le kitsune e i tanuki tsuki sono considerati capaci di possessione demoniaca. La Wicca riconosce la possibilità della possessione, ma non contempla l'esorcismo, poiché nel pensiero New Age nessun essere è considerato intrinsecamente malvagio. Nel Kemetismo, la possessione viene interpretata come uno squilibrio energetico del ka, risolvibile attraverso preghiere, amuleti e rituali di purificazione.
Nella tradizione ebraica, più che di possessione diabolica si parla di dybbuk, ovvero l'anima vagante di un defunto che non ha completato la sua missione e cerca di farlo possedendo un vivente. Secondo il folklore ebraico, il dybbuk è un'anima errante che si attacca a una persona viva per risolvere questioni irrisolte o per cercare vendetta. La parola "dybbuk" deriva dal verbo ebraico "דִּבֵּק" (dibbēk), che significa "attaccarsi" o "aderire". Questa entità è spesso descritta come un'anima tormentata che non ha trovato pace nell'aldilà e che cerca di completare la sua missione attraverso il corpo di un'altra persona.
Il concetto di dybbuk è particolarmente presente nella tradizione mistica del Cabala e nella letteratura yiddish. L'esorcismo, noto come "pidyon nefesh" o "redenzione dell'anima", è spesso praticato per liberare la persona posseduta dal dybbuk. Durante il rituale, i rabbini recitano preghiere specifiche e utilizzano amuleti per esorcizzare l'anima errante e guidarla verso il riposo eterno

Possessione diabolica o malattia mentale?

Dal punto di vista scientifico, non esistono prove documentate di fenomeni paranormali legati alla possessione, e se esistessero, sono state ben celate e rese disponibili solo a una piccola cerchia di studiosi. I sintomi associati alla possessione sono generalmente spiegati dalla psichiatria come manifestazioni di malattie mentali, tra cui la schizofrenia paranoide, la psicosi e la nevrosi isterica.
Bisogna però considerare che la stessa psichiatria è divisa su questo fronte e non mancano gli psichiatri pronti a dichiarare la realtà paranormale celata dietro alcune manifestazioni. Questi psichiatri collaborano spesso con gli esorcisti cattolici.
Gli psicologi evidenziano che le esperienze demoniache possono emergere all'interno di contesti culturali in cui tali credenze sono radicate, portando le persone a interpretare eventi naturali come sovrannaturali. A tal proposito, la religione risponde che Satana non ha interesse a possedere persone che sono già destinate all'inferno, ossia coloro che rifiutano la salvezza rivelata da Gesù Cristo.
Oltretutto, visto che l'esorcismo e la possessione sono presenti in moltissime religioni, persino in piccoli culti tribali, tale possibilità è certamente superiore a quanto la scienza non riesca ad ammettere, forse per paura di dover modificare leggi ritenute ingenuamente inviolabili.

MARIO CONTINO