Cosa è il Ghost Hunting?
Il ghost hunting, o "caccia ai fantasmi", è un’attività complessa e controversa che mira a indagare e raccogliere prove dell’esistenza di fenomeni paranormali, in particolare legati alla presenza di entità conosciute come fantasmi. Tuttavia, questa pratica va ben oltre la semplice raccolta di prove visive o sonore: si basa su un’indagine sistematica, che richiede metodi rigorosi, strumenti specifici e una predisposizione a considerare alternative razionali a ogni evento osservato.
Molti pseudo-ricercatori, che si definiscono ghost hunters, non possiedono le competenze necessarie per comprendere cosa implichi realmente questa definizione. Il termine ghost hunting è spesso abusato e banalizzato, soprattutto nell’era dei social network, dove sedicenti "cacciatori di fantasmi" sfruttano questa etichetta solo per ottenere visibilità online, senza seguire alcuna procedura di indagine valida. Il loro comportamento danneggia gravemente la reputazione di chi si dedica con serietà e rigore alla ricerca del paranormale.
Cosa è un Fantasma?
Secondo il dizionario Treccani, un fantasma è:
"1. a. Immagine non corrispondente a realtà, cosa inesistente, illusoria, puro prodotto di fantasia [...] b. Nell’uso comune, apparizione notturna, ombra, spettro (spesso rappresentato come figura evanescente, biancovestita)."
Nel contesto del ghost hunting, il termine viene usato per descrivere presunte manifestazioni di presenze invisibili o entità che, in teoria, continuano a esistere dopo la morte fisica. Tuttavia, la definizione stessa di fantasma è vaga e aperta a interpretazioni, poiché la sua esistenza non è mai stata scientificamente provata. Un vero ricercatore del paranormale non assume automaticamente che ogni fenomeno inspiegabile sia dovuto a un fantasma, ma analizza ogni possibilità con spirito critico e raccoglie dati oggettivi.
Per condurre un’indagine accurata, un ghost hunter serio deve adottare un approccio metodico e utilizzare strumenti scientifici per misurare i parametri ambientali. Questi strumenti non sono stati originariamente sviluppati per la ricerca paranormale, e solo un utilizzo consapevole e una solida preparazione possono garantire risultati attendibili.
1. Raccolta di Testimonianze: La prima fase consiste nel raccogliere informazioni sui presunti fenomeni paranormali, parlando con testimoni diretti e indiretti. È fondamentale individuare pattern ricorrenti o dettagli che possano guidare l’indagine.
2. Esclusione di Cause Naturali: Ogni fenomeno segnalato deve essere analizzato criticamente per escludere spiegazioni razionali. Questo passaggio è essenziale per evitare interpretazioni errate, spesso dovute alla pareidolia, ossia la tendenza del cervello a riconoscere volti e forme familiari in oggetti casuali.
3. Ricerca Storica: Un’indagine seria prevede lo studio della storia del luogo. Molti siti ritenuti infestati, in particolare i castelli, sono legati a eventi tragici o misteriosi, il che potrebbe aiutare a contestualizzare i fenomeni segnalati.
4. Indagine Strumentale: Dopo la fase preliminare, si passa alla rilevazione strumentale, utilizzando apparecchi come misuratori EMF, termometri, geofoni, igrometri, registratori audio e videocamere per documentare eventuali anomalie.
Alcuni Strumenti Utilizzati Nel Ghost Hunting
L’efficacia degli strumenti dipende dalla capacità dell’investigatore di interpretarli correttamente. Tra i più comuni troviamo:
- Misuratori EMF: Rilevano variazioni nel campo elettromagnetico, spesso interpretate (senza basi scientifiche) come segni di attività paranormale.
- Videocamere e Fotocamere: Documentano visivamente l’indagine, cercando di catturare anomalie.
- Registratori Audio: Utilizzati per rilevare i fenomeni di voce elettronica (EVP), ossia suoni che emergono dalle registrazioni ma non sono udibili in tempo reale.
- Geofoni: Sensibili alle vibrazioni, aiutano a distinguere i rumori ambientali da movimenti sospetti.
- Termocamere: Identificano le variazioni di temperatura, che alcuni ritengono associate a presenze paranormali.
- Termoigrometri: Misurano temperatura e umidità, parametri che possono influenzare la percezione di un fenomeno.
- Contatori Geiger: Rilevano radiazioni ionizzanti, che alcuni investigatori monitorano per individuare eventuali anomalie inspiegabili.
- Luxometri e Anemometri: Rispettivamente, misurano la luminosità e la corrente d’aria, escludendo cause naturali di fenomeni sospetti.
Nel campo delle indagini sul paranormale, le videocamere e le fotocamere utilizzate dagli investigatori sono spesso modificate o selezionate in modo da essere sensibili a specifici spettri di luce non visibili all’occhio umano, ovvero l’ultravioletto (UV) e l’infrarosso (IR).
- Ultravioletto (UV): Questo spettro luminoso è al di sotto della luce visibile e può essere utilizzato per rilevare anomalie che potrebbero sfuggire a una videocamera standard. Le fotocamere sensibili agli UV sono impiegate per catturare eventuali manifestazioni che potrebbero riflettere o assorbire la luce UV in modo anomalo rispetto all’ambiente circostante.
- Infrarosso (IR): Questo spettro si trova oltre il rosso visibile e permette di visualizzare dettagli nell’oscurità totale, grazie a sistemi di illuminazione IR. Le videocamere sensibili agli infrarossi sono fondamentali nelle indagini notturne, poiché possono rilevare fonti di calore, variazioni termiche e movimenti che potrebbero non essere percepiti a occhio nudo.
Per garantire un’efficacia ottimale, i dispositivi di videosorveglianza saranno tarati e calibrati affinché possano operare in questi range di frequenze. In alcuni casi, vengono impiegati filtri speciali per eliminare le interferenze della luce visibile, migliorando la capacità di rilevare fenomeni insoliti. Inoltre, le telecamere possono essere integrate con illuminatori a infrarossi per garantire una visibilità chiara anche in totale assenza di luce.
L’obiettivo principale di queste regolazioni è fornire uno strumento più preciso per l’osservazione e la documentazione di eventi inspiegabili, riducendo al minimo i falsi positivi dovuti a condizioni ambientali comuni.
Sebbene alcuni gruppi affrontino il ghost hunting con un approccio serio, il mondo della ricerca paranormale è infestato da individui che lo trasformano in uno spettacolo mediatico. Troppi pseudo-investigatori improvvisati, spinti dal desiderio di popolarità sui social network, inscenano teatralizzazioni ridicole, sfruttando la credulità del pubblico.
Questi showmen del paranormale, invece di cercare risposte con rigore, alimentano un’immagine sensazionalistica e priva di fondamento, screditando chi si impegna realmente nella ricerca. Il danno arrecato dai loro comportamenti è enorme: non solo sviliscono il ghost hunting, ma ostacolano il riconoscimento di studi più approfonditi e seri.
Il Ghost Hunting come Ricerca Seria
Nonostante la presenza di charlatani, esistono investigatori del paranormale che adottano un approccio critico, analizzano ogni evento con razionalità e rispettano il confine tra scienza e mistero. Il vero obiettivo di chi pratica il ghost hunting seriamente è documentare l’inspiegabile, senza sensazionalismi, cercando di distinguere tra ciò che è inspiegabile e ciò che è semplicemente frainteso.
Il ghost hunting, quando condotto con metodologia rigorosa, offre un’opportunità per esplorare fenomeni che, altrimenti, rimarrebbero relegati alla fantasia popolare. Tuttavia, per essere considerato un campo di studio credibile, deve liberarsi dalle ombre dei cacciatori di like, che sfruttano il fascino del mistero solo per ottenere fama effimera.