Niccolò Paganini (1782-1840) è una delle figure più enigmatiche e misteriose della storia della musica. La sua straordinaria abilità e il suo comportamento eccentrico hanno alimentato numerose leggende, tra cui quella che lo vedeva come un artista posseduto dal demonio. Questo mito è stato sostenuto dalla sua genialità e dalle sue abitudini anticonformiste, che per l'epoca erano considerate fuori dal comune.

Paganini: un talento più unico che raro

Paganini mostrò un talento prodigioso sin dalla giovane età, componendo la sua prima "Variazione" a soli dodici anni. Sebbene altri bambini prodigio come Mozart fossero già noti alla musicologia, la maestria e l'eccentricità di Paganini contribuirono a creare un mito unico che sopravvive ancora oggi.
Le cronache dell'epoca descrivono il volto di Paganini come dolce e lalinconico, ma durante le esibizioni il suo aspetto cambiava drasticamente, come se fosse posseduto da una forza irrefrenabile che contribuiva a trasformare la sua musica in un’esperienza quasi delirante.
Anche la sua vita privata fu piena di luci e ombre, ciò rafforzò la sua immagine di artista maledetto.
Si diceva che fosse imparentato con Napoleone, basandosi sulla sua relazione con Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone e principessa di Lucca e Piombino, che lo nominò direttore d'orchestra del teatro dell'Opera. Tuttavia, non ci sono prove concrete di questa parentela.
Paganini fu anche accusato di seduzione di minorenne e simpatia per le idee rivoluzionarie, tutti aspetti che alimentarono le maldicenze sulla sua persona.

Perchè si dice che fosse un musicista maledetto?

Come già accennato, secondo le leggende il suo aspetto mutava durante le esibizioni. l’aspetto del violinista appariva inquietante (forse contrazioni muscolari dovute allo sforzo fisico e mentale) e contribuiva alla sua fama diabolica. Il violino è sempre stato uno strumento associato a satana ed a rituali satanici, e sembrava che nelle sue mani fosse capace di evocare potenze soprannaturali.
Le sue opere, come "Le streghe", i "Capricci" e i "Palpiti", trasportavano facilmente l'ascoltatore in una dimensione fantastica e misteriosa, dove la figura del diavolo sembrava orchestrare tutto.

Il legame tra musica e occulto ha radici profonde nella cultura umana.
Secondo il "Corpus Hermeticum" attribuito a Ermete Trismegisto, conoscere la musica equivale a comprendere l'ordine dell'universo e il disegno divino. La musica, quindi, diventa un linguaggio simbolico capace di instaurare un dialogo tra l'uomo e l'universo. Questa concezione esoterica della musica, presente anche in opere come il "Flauto magico" di Mozart, è stata ulteriormente esplorata da pensatori come Giordano Bruno ed Egon von Petersdorff. Quest'ultimo, ex occultista convertitosi al cattolicesimo, considerava la musica magica come un terreno fertile per il diavolo, includendo Paganini tra i compositori ispirati dal demonio.

Musica e magia

La musica è stata spesso vista come base per rituali magici, con alcuni strumenti musicali connotati negativamente, come la zampogna utilizzata nei rituali del sabba, il flauto di Pan legato ai culti pagani, i tamburi riconducibili ai culti tribali ecc...
Il legame tra musica e soprannaturale si riflette anche nei suoni che hanno un potere allucinogeno, capaci di influenzare la psiche umana e suscitare reazioni diverse a seconda della sensibilità individuale. Gustav Mahler affermava che la musica esprime ciò che le parole non possono dire, diventando un linguaggio parallelo carico di significati esoterici.

Paganini, con la sua personalità spiccatamente romantica e la sua musica straordinaria, continua a essere avvolto dal mistero e, probabilmente, oggetto di grande invidia. La sua tecnica virtuosistica e il suo atteggiamento anticonformista lo hanno reso una figura di culto, il "violinista diabolico".

MARIO CONTINO