La Danza dei Demoni: Tengu e Oni nel Folklore Giapponese
In un angolo remoto del Giappone, tra foreste avvolte nella nebbia e montagne che sembrano toccare il cielo, prendono vita due figure iconiche del folklore giapponese: i saggi e misteriosi Tengu e i temuti e brutali Oni. Questi esseri sovrannaturali, pur appartenendo allo stesso universo mitologico, incarnano caratteristiche, ruoli e simbolismi profondamente differenti, rivelando l'ambivalenza del soprannaturale.
Il Tengu: il saggio demone delle montagne.
I Tengu, considerati esseri estremamente saggi anche se di natura demoniaca, sono spiriti antichi che abitano le montagne e le foreste. Sebbene temuti, non rappresentano un pericolo diretto per gli esseri umani, che li rispettano quasi come fossero divinità. La loro immagine si è evoluta nel corso del tempo: da divinità minacciose a guide spirituali e protettori dei luoghi selvaggi. In passato, gli uomini li sfidarono in modo irrispettoso, provocandone l'ira, fino a comprendere che la chiave per affrontare il soprannaturale risiede nel rispetto.
Il loro aspetto è spesso ibrido, con tratti umani mescolati a caratteristiche aviari: ali, becco (o un naso lungo come simbolo di arroganza) e talvolta artigli. Vestiti come eremiti o guerrieri, i Tengu incarnano la disciplina marziale e l’equilibrio tra forza e spirito. Nonostante la loro saggezza, i Tengu non sono mai completamente benevoli, ma del resto non lo sono nemmeno gli esseri umani.
Possono muoversi senza essere visti o sentiti, e secondo le leggende fu un Tengu ad insegnare i segreti del combattimento all’uomo che diede il via alla prima rivolta contadina contro lo shogunato, il primo ninja.
In un documento ufficiale del 1860, in previsione di una visita dello Shogun a un sacro mausoleo, le autorità locali diramarono un editto dove si ordinava a tutti i Tengu di ritirarsi in una montagna specifica fino a che la visita non si fosse conclusa. Nelle leggende giapponesi, possono essere ingannatori, soprattutto quando vogliono punire chi viola il sacro ordine della natura o agisce con superbia. Tuttavia, per chi dimostra umiltà e rispetto, i Tengu diventano maestri severi ma giusti, capaci di insegnare le arti della guerra o la via della meditazione Zen, aprendo agli uomini giusti la porta dei misteri della vita e della morte.
Questi esseri, un po' come i Jinn islamici, simboleggiano l’ambivalenza della conoscenza: un potere che può elevare o corrompere, e che per questo deve essere custodito e trasmesso con cautela solo a coloro che ne sono degni.
L’Oni: Il demone delle passioni e del caos
Dall’altra parte del pantheon sovrannaturale troviamo gli Oni, creature terrificanti che rappresentano il male puro, la forza brutae la punizione divina che spesso colpisce gli uomini alla cieca, ricadendo indiscriminatamente su giusti e colpevoli, su buoni e malvagi. Originariamente, con il termine oni si indicavano tutte le creature sovrannaturali, inclusi fantasmi e spiriti, esseri che non hanno desiderio di apparire e preferiscono restare nascosti. Con la loro pelle colorata – spesso rossa, blu o verde – e le corna prominenti, gli Oni sono simboli di distruzione e caos. Spesso raffigurati armati di una grossa mazza chiodata (che ricorda l'arma del demone Arlequin, gigantesco guerriero armato di mazza che guida l'infernale corteo delle anime dannate, poi tramutatosi in arlecchino, maschera carnevalesca), questi demoni sono le sentinelle dell’inferno buddista (Jigoku), incaricati di infliggere pene eterne ai dannati1.
Gli Oni incarnano le passioni umane incontrollate, come la rabbia, la gelosia e l’avidità. Rappresentano il karma e il prezzo delle cattive azioni. Non sono sempre invincibili; nelle storie, eroi coraggiosi spesso affrontano e sconfiggono gli Oni, per ricordare all'umanità che gli esseri umani hanno la forza latente per sconfiggere i loro demoni interiori e dominare le loro passioni.
Secondo il folklore, anche gli esseri umani hanno la possibilità di diventare Oni. Questi particolari demoni ibridi nascono quando degli individui incredibilmente malvagi finiscono all’inferno. Da umani si trasformano in mostri e prendono servizio fra le schiere demoniache dell’aldilà. Tuttavia, a volte può capitare che persone ancora in vita si tramutino in Oni o Kijo (le loro controparti femminili). Questa categoria di Oni è molto pericolosa, poiché ha come obiettivo primario quello di predare e tormentare gli esseri umani ancora sulla terra, in pratica un demone nato dalla corruzione umana è persino più pericoloso di un demone originale.
Simbolismo e dualità
Il contrasto tra Tengu e Oni riflette una dualità intrinseca nel folklore giapponese. I Tengu, nonostante la loro ambiguità, rappresentano l’elevazione spirituale e l’equilibrio tra uomo e natura, mentre gli Oni incarnano il lato oscuro dell’esistenza, il caos e le conseguenze delle passioni incontrollate.
Questa dualità non è mai netta: i Tengu possono cadere nell’arroganza, mentre gli Oni, in rare occasioni, possono essere redenti.
Nel cuore di queste storie risiede un messaggio fondamentale tramandato di generazione in generazione: il percorso dell’uomo è costellato di tentazioni, prove e insegnamenti. I Tengu e gli Oni rappresentano le sfide che affrontiamo internamente. La disciplina e la saggezza, simboleggiate dai Tengu, ci guidano verso la crescita, mentre gli Oni ci mettono alla prova, sfidandoci a superare le nostre debolezze.
Così, tra le ombre delle montagne giapponesi e i miti che sussurrano attraverso i secoli, Tengu e Oni continuano a danzare, protagonisti di un folklore che non è altro che il riflesso dell’anima umana.